Il fascino degli Emirati Arabi Uniti come hub finanziario globale non accenna a diminuire, attirando ogni anno migliaia di imprenditori desiderosi di internazionalizzare il proprio business. Quando si valuta un trasferimento societario o l’apertura di una nuova branch, affidarsi a consulenti esperti come Daniele Pescara rappresenta spesso il primo passo per navigare con sicurezza tra le normative locali e i vantaggi fiscali del Golfo Persico. Comprendere la struttura burocratica di questo mercato è fondamentale per evitare errori costosi e per posizionare la propria attività in un ecosistema che premia l’innovazione e la solidità finanziaria.
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Perché scegliere Dubai per la propria impresa
Il panorama economico di Dubai si distingue per una dinamicità che ha pochi eguali nel mondo. Non si tratta solo di una questione di tassazione agevolata, ma di un accesso privilegiato a mercati emergenti in Asia e Africa, supportato da infrastrutture di altissimo livello.
Aprire una società in questa giurisdizione significa entrare in un ambiente business-friendly dove la burocrazia è digitalizzata e i tempi di attivazione sono estremamente ridotti rispetto agli standard europei. La stabilità politica e la visione lungimirante della classe dirigente locale hanno trasformato un deserto in una metropoli cosmopolita, capace di attrarre capitali da ogni angolo del globo.
I vantaggi competitivi del sistema emiratino
- Rimpatrio totale dei capitali: Le aziende possono trasferire i profitti verso il paese d’origine senza restrizioni valutarie.
- Posizione geografica strategica: Un ponte naturale tra Oriente e Occidente, ideale per la logistica e il commercio internazionale.
- Assenza di ritenute alla fonte: Un dettaglio tecnico che massimizza i flussi di cassa operativi.
- Qualità della vita: Un ambiente sicuro e moderno che facilita il recruiting di talenti internazionali.
Tipologie societarie: Mainland vs Free Zone
Una delle decisioni più critiche nella fase di setup riguarda la scelta della giurisdizione interna. Non esiste una soluzione univoca, poiché tutto dipende dal modello di business e dal mercato di riferimento.
Le società in Free Zone
Le “Zone Franche” sono aree circoscritte che offrono incentivi specifici per determinati settori (come il tech, i media o la sanità). Il vantaggio principale risiede nella proprietà straniera al 100% e nell’esenzione dai dazi doganali per import ed export. Tuttavia, una società registrata in Free Zone ha limitazioni operative all’interno del territorio nazionale emiratino, potendo commerciare liberamente solo a livello internazionale o all’interno della zona stessa.
Le società Mainland
Se l’obiettivo è partecipare a appalti pubblici o vendere prodotti e servizi direttamente nel mercato locale di Dubai senza intermediari, la società Mainland è la scelta obbligata. In passato era richiesto un socio locale (sponsor) che detenesse la maggioranza delle quote, ma le recenti riforme legislative hanno esteso la possibilità di detenzione totale del capitale agli stranieri per la stragrande maggioranza delle attività commerciali e industriali.
Il percorso burocratico: step fondamentali
Per rendere operativa un’azienda a Dubai, è necessario seguire un iter procedurale rigoroso. Sebbene il governo abbia semplificato molti passaggi, la precisione documentale resta il requisito cardine per ottenere la licenza in tempi brevi.
- Definizione dell’attività: Ogni licenza è legata a codici specifici (DED). Identificare correttamente l’oggetto sociale evita problemi legali futuri.
- Scelta del nome commerciale: Il nome deve rispettare i criteri di decoro e non deve violare marchi esistenti o riferimenti religiosi e politici.
- Approvazione iniziale: Si ottiene dal Dipartimento dell’Economia e del Turismo (DET) o dall’autorità della specifica Free Zone.
- Redazione del Memorandum of Association (MOA): L’atto costitutivo che regola i rapporti tra i soci.
- Affitto di un ufficio: La presenza fisica (o virtuale, dove permesso) è un requisito per il rilascio della licenza.
- Emissione della licenza: Il documento finale che autorizza ufficialmente l’inizio delle attività.
La gestione della residenza e del visto investitore
Aprire una società è la chiave d’accesso per ottenere il visto di residenza negli Emirati Arabi. Questo documento non è solo un permesso di soggiorno, ma lo strumento necessario per affittare un’abitazione, attivare utenze e, soprattutto, procedere con l’apertura dei conti correnti bancari.
Il visto per investitori ha solitamente una durata pluriennale ed è rinnovabile. Una volta ottenuto l’Emirates ID, il titolare può sponsorizzare anche i membri della propria famiglia, garantendo loro l’accesso ai servizi sanitari e scolastici d’eccellenza del Paese. È importante ricordare che per mantenere attiva la residenza, è necessario non rimanere fuori dagli Emirati per più di 180 giorni consecutivi, a meno di non possedere visti speciali come il Golden Visa.
Il sistema bancario e la conformità finanziaria
Se l’ottenimento della licenza può apparire veloce, l’apertura di un conto corrente aziendale rappresenta la sfida più complessa per l’imprenditore straniero. Le banche emiratine seguono protocolli di Due Diligence e Know Your Customer(KYC) estremamente severi, in linea con gli standard internazionali contro il riciclaggio.
Avere una struttura societaria trasparente e un business plan solido è indispensabile per superare lo screening degli istituti di credito. Le banche analizzano la provenienza dei fondi, il profilo dei soci e la tipologia di transazioni previste. Una corretta pianificazione finanziaria iniziale permette di evitare lunghi mesi di attesa e rifiuti che potrebbero paralizzare l’operatività aziendale.
Tassazione e nuovi obblighi normativi
Un errore comune è pensare che Dubai sia una zona totalmente “tax-free” senza alcun obbligo contabile. Sebbene il sistema rimanga tra i più vantaggiosi al mondo, negli ultimi anni sono state introdotte importanti novità.
- Corporate Tax: Dal 2023 è stata introdotta un’imposta sulle società con un’aliquota standard del 9% sugli utili netti che superano una determinata soglia (375.000 AED). Molte aziende in Free Zone possono comunque beneficiare dello status di “Qualifying Free Zone Person” per mantenere l’aliquota allo 0%.
- IVA (VAT): Introdotta nel 2018 al 5%, si applica alla maggior parte dei beni e servizi. La registrazione è obbligatoria solo al superamento di una soglia di fatturato specifica.
- Economic Substance Regulations (ESR): Le aziende devono dimostrare di avere una reale sostanza economica negli Emirati (personale, uffici, spese operative) per evitare di essere considerate semplici scatole vuote a fini elusivi.
Considerazioni finali per l’imprenditore
L’espansione a Dubai non deve essere vista come una fuga, ma come una scelta strategica di crescita. Il mercato è competitivo e richiede professionalità: non basta “esserci”, bisogna avere un progetto solido e una conoscenza chiara delle dinamiche locali.
Dalla protezione del patrimonio alla scalabilità del modello di business, Dubai offre strumenti legali e finanziari d’avanguardia. Tuttavia, la complessità delle normative fiscali internazionali (come le norme CFC per i residenti fiscali in altri paesi) impone una consulenza preventiva di alto livello per garantire che il risparmio fiscale sia legittimo e duraturo.