Dubbio testamento falso: cosa fare?

Falsificare un documento ufficiale viene considerata una violazione di legge. Questo ovviamente vale anche per il testamento la cui autenticità dubbia potrebbe portare un qualunque soggetto ad adire alle autorità giudiziarie. Partendo dal presupposto che l’onere della prova spetta sempre a chi agisce, vediamo insieme come fare per dimostrare la falsità di un testamento.

Caratteristiche di un testamento

Sarebbe riduttivo fare un mero elenco dei requisiti che un testamento dovrebbe avere per risultare autentico, atteso che nell’ordinamento italiano esistono tre tipi di testamento: pubblico, olografo e segreto. Tralasciando in tal sede quello segreto, concentriamo l’attenzione su testamenti olografo e testamento pubblico.

Per quel che concerne il primo, si tratta del tipo di testamento scritto di pugno da chi vuole dare “voce” alle proprie volontà. Perché sia valido, deve essere scritto a mano, di pugno del testatore, nonché debitamente firmato. La qual cosa vuol dire che risulta nullo se dovesse mancare la firma, o comunque la sua autografia.

Per il secondo invece, si tratta del testamento redatto da un notaio (in veste di pubblico ufficiale) sotto dettatura del testatore. Difficile poter dire che questo documento sia falso, al massimo si può provare a dimostrare che al momento della redazione il testatore non fosse capace di intendere o volere (non era cioè in grado di rendersi conto di ciò che diceva) oppure fosse sotto ricatto.

Ne consegue che solo l’olografo può essere impugnato per falsità, trattandosi di un documento che può essere conservato a casa o in un qualunque altro posto. Questo vuol dire che chiunque potrebbe sostituire l’originale con un falso o modificare l’autentico imitando la grafia del testatore.

Tempistiche per presentare prova della falsità testamento

Affinché una persona che ne abbia interesse possa dimostrare o raccogliere prove della falsità del testamento, ci sono cinque anni di tempi dall’apertura della successione (alias morte del de cuius). Un soggetto può far valere le sue ragioni adendo al giudice e chiedendo a quest’ultimo di annullare le disposizioni testamentarie per falsità. È per questo importante rivolgersi ad un professionista per iniziare tutto l’iter.

Chi ha il presentimento di aver avuto a che fare con un testamento falso, deve sapere che c’è tutto un iter da seguire e che ci sarà una vera e propria causa di tribunale. Questo perché è compito del giudice avallare le ipotesi avanzate da chi ha il dubbio o invece confutarle. Stante alla Suprema Corte, chi dubita dell’autenticità di un testamento deve presentare al giudice una “domanda di accertamento della provenienza della scrittura”. Di conseguenza gli spetta l’onere della relativa prova, deve cioè avere degli elementi concreti che possano dimostrare come i propri dubbi siano pari a vero.

Come si dimostra?

Ecco quindi che per provare la falsità del testamento devi andare per step. In primis devi dare mandato ad un avvocato, il quale inizierà per tuo conto la causa. Sarai poi chiamato in tribunale per dare prova che la scrittura oggetto d’esame sia difforme da quella redatta dal de cuius.

Iniziare la causa non basta. È importante chiedere al giudice la nomina di un consulente d’ufficio che effettui una perizia sul testamento per appurarne la mancanza di autenticità.  Per raggiungere però questo step, bisogna in prima persona insinuare il dubbio, ovvero avvalersi di una perizia di parte. In pratica dovrai rivolgerti ad un esperto grafologo che possa fare una perizia sulla calligrafia del de cuius e compararla con quelle parti del testamento che ti hanno fatto venire il dubbio. Per svolgere questa comparazione verranno messi a confronto altri fogli scritti dal de cuius, nonché documenti debitamente da lui firmati, così da poter capire se esistano delle difformità.

Dopo aver fornito e raccolto le prime prove di falsità, il giudice avrà delle valutazioni che giustificano la nomina di un consulente tecnico d’ufficio. Il perito (terzo, imparziale e iscritto nell’albo di riferimento) farà una perizia grafologia e verificherà se il dubbio dell’istante sia o meno fondato. Per dimostrare la falsità o l’autenticità del testamento, bisogna essere in possesso dell’originale: le copie fotostatiche non hanno la medesima valenza.

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