1. INTRODUZIONE 1.1 Spiegazione del titolo 1.2 Il superamento della crisi contemporanea 1.3 Sintesi generale
2. PARTE STORICO-POLITICA 2.1 La nascita dell'individualismo 2.2 L'individuo politico e giuridico 2.3 Il concetto moderno di individuo 2.4 L'individuo come sistema 2.5 La società come accordo e come sistema 2.6 Rapporti con il dibattito contemporaneo
3. PARTE FILOSOFICO-GNOSEOLOGICA 3.1 La dinamica moderna del dualismo soggetto/realtà 3.2 I motivi della crisi del dualismo 3.3 Il Postmoderno 3.4 La scoperta delle dinamiche ricorsive 3.5 Un possibile superamento del dualismo
Come scriviamo più volte in Semi-Immortalità il nostro obiettivo di primo livello, la scoperta di tutte le regole del Gioco, e il nostro obiettivo di secondo livello, ovvero il prolungamento indefinito della vita umana, non sono in alcun modo raggiungibili con la sola interazione tra scienza e tecnologia. Se è vero che la fisica, l’intelligenza artificiale e la genetica, supportati dall’esponenziale progresso tecnologico, hanno contribuito in modo rilevante alla comprensione delle Regole del Gioco, è altrettanto ragionevole affermare che sentiamo sempre più l’esigenza di arrivare alla Soluzione – se mai ci arriveremo – in un certo modo. Sia dal punto di vista “fondazionale” sia e soprattutto da quello etico, abbiamo bisogno di strutturare il nostro sistema interno in modo rigoroso e funzionale all’obiettivo finale e nel rispetto del nostro modo di vedere la realtà: essere convenzionalisti significa fondamentalmente proporre – e non imporre - una visione del mondo e, in particolare, una visione dell’etica in cui niente esiste “in sè”, i confini delle cose sono semplicemente arbitrari e il tracciarli è un atto indispensabile per ragionare e raggiungere la Soluzione. Dall’altra parte, noi reputiamo, come molti prima di noi, che il bisogno di un’etica coincida per l’uomo con il bisogno di scegliere. Ciò tipicamente implica il riconoscimento di uno scopo e di vincoli all’azione (“per raggiungere O non mi è consentito fare Y”). Dal punto di vista liberale e convenzionalista, tendenzialmente giusto è ciò che mi avvicina all’obiettivo, sbagliato ciò che mi allontana e un principio morale è qualcosa che desideriamo non violare “semplicemente” perché rispettarlo ci avvicina all’obiettivo. Se crediamo che niente esista “in sé”, allo stesso modo facciamo fatica a sostenere che un obiettivo sia intrinsecamente più valido di un altro: la scelta della comprensione delle Regole del Gioco (delle leggi ultime che governano la realtà) come obiettivo è stata, ovviamente, una scelta arbitraria. Aveva il pregio di convincerci più delle altre in circolazione e di portare a “guadagni” decisamente interessanti.
Ci aspettano cambiamenti profondi in alcuni dei concetti più importanti della nostra vita: dall’idea di io a quella di realtà, passando dai “miracoli” della medicina e delle nanotecnologie più avanzate del mind uploading la maggior parte dei nostri “pilastri cognitivo/sociali” cederanno nei prossimi anni sotto il peso del cambiamento. Per questo motivo abbiamo il compito (il “dovere”, in un certo senso) di arrivare a questo evento preparati e di costruire una società in cui nuovi principi e nuove procedure di giudizio, computabili e ordinabili, promuovano lo sviluppo di coloro che decidono di farne parte. La Legge nella Società della Semi-Immortalità nasce esattamente in questo contesto.
Il rapporto tra diritto ed automazione ha radici profonde nel tempo. L’uso degli elaboratori nell’ambito giuridico si fa risalire addirittura a Norbert Wiener ed alla sua opera fondamentale Cybernetics or control and communication in the animal and the machine del 1948: l’accenno alla possibile applicazione della cibernetica ai problemi giuridici influenzò grandemente Lee Loevinger il quale per la prima volta parla di giurimetria in un articolo che vide la luce l’anno successivo. Nonostante l'entusiasmo generale ed i progetti di ricerca avviati nel campo, per varie ragioni - ad esempio, la modesta capacità di immagazzinare un campione statisticamente rilevante di sentenze - la giurimetria non ebbe nemmeno negli Stati Uniti uno sviluppo significativo.
Differente fu il destino degli studi teorici di cibernetica applicata al diritto. Fra il ‘66 ed il ‘69 con la designazione cibernetica e diritto venivano designati tanto le rilevazioni di statistica giudiziaria che ricorrevano all’elaboratore, sia gli studi di logica formale applicata al diritto, ovvero gli studi puramente computazionali che riguardassero norme giuridiche o schemi di ragionamento. La modellistica giuridica parte dalla domanda fondamentale su quale forma debba avere una attività giuridica per essere svolta dall’elaboratore: tuttavia, gli sforzi in questo settore non hanno mai prodotto applicazioni generali che interessassero il diritto nel suo complesso, quanto piuttosto utili (ma limitate) applicazioni a settori molto specifici.
Senza ovviamente sottovalutare gli enormi progressi apportati dall’algoritmizzazione dell’attuale sistema di leggi, è opportuno sottolineare di nuovo la radicalità della prospettiva che presentiamo: più che modificare una legge in vista di un algoritmo, la nostra strada è quella di pensare ad una legge (ovvero la totalità del diritto) che sia “nativamente”, “intrinsecamente” algoritmica. Se è vero che solo un adeguato utilizzo delle intelligenza artificiali permetterà infine di ottenere un’amministrazione della giustizia qualitativamente migliore dell’attuale, la computabilità del sistema di leggi non è più semplicemente auspicabile, quanto piuttosto assolutamente necessaria.
1.0 Questo accordo è basato sulla verità, ovvero sulla descrizione corretta del reale.
1.1 Ciascun aderente al patto si impegna, sempre ed in qualsiasi circostanza, a non dire il falso.
1.2 Ciascun aderente al patto che contravvenisse al punto 1.1 si porrebbe automaticamente fuori dall’accordo.
Il valore della verità, intesa come descrizione corretta del reale, è un valore ovviamente condiviso da molte persone. La novità risiede nella natura assoluta che lo posiziona gerarchicamente prima di tutti gli altri valori. Nella società della Semi-Immortalità “dire deliberatamente il falso” sarà l’azione più grave che si potrà commettere e quindi verrà sempre sanzionata con la massima pena possibile: l’allontanamento dalla società. Siccome il fine ultimo della società della Semi-Immoralità è quello di capire il funzionamento della realtà nell’ottica di prolungare indefinitamente la vita umana, allora una non-verità (cioè una descrizione errata del reale) sarà l’equivalente di avvicinarsi alla morte. Questa sezione prima si caratterizza innanzi tutto per il coordinamento tra il preambolo e le sezioni contenenti i principi base del sistema, in particolare con il principio di verità. Viene qui chiarito il rapporto tra il postulato e l’elaborazione di procedure di giudizio sulle proposizioni descrittive che, assieme alle proposizioni non false, configurano i discorsi ammissibili nel sistema. Infine, viene chiarito il senso dell’impegno a non dire il falso che gli aderenti al patto si assumono e della esclusione che consegue alla sua violazione.
Certo sarebbe stato comodo salire su un monte e aspettare che qualcuno si facesse vivo per consegnarci il testo della nuova legge. Dei buoni contenuti e un minimo di credibilità da parte nostra e il gioco sarebbe stato fatto. Però forse non avremmo coinvolto esattamente le persone che avevamo in mente di coinvolgere.
Avremmo potuto anche provare ad organizzare un bel colpo di stato, un po’ di demagogia, qualche utile idiota da sacrificare agli ideali e, soprattutto, il tono di voce giusto. Con le chiavi appropriate i numeri si raggiungono in fretta. Purtroppo. Ma anche in questo caso non avremmo coinvolto esattamente le persone che avevamo in mente di coinvolgere.
Trentatrè anni fa, quando nacquero gli iLabs, abbiamo scelto di armarci di pazienza e non cercare scorciatoie, con la chiara consapevolezza di aver drasticamente ridotto, almeno nel breve-medio periodo, le nostre probabilità di successo. Fortunatamente possiamo dire che, per ora, tutto è andato nella direzione auspicata: i progressi scientifici e tecnologici sono stati adeguati alle aspettative e anche noi, nel nostro piccolo, siamo riusciti a costruire un “territorio” abbastanza solido su cui appoggiarci.
Nel 2007 l’uscita di Semi-Immortalità ha segnato l’inizio della condivisione con il resto del mondo delle nostre idee e questo libro sulla Legge ne rappresenta la naturale evoluzione in ambito giuridico-politico. Il concetto alla base è molto semplice e si ispira al convenzionalismo estremo che da sempre ci caratterizza: non siamo praticamente sicuri di niente, però forse intravediamo l’avvicinarsi di una opportunità unica nella storia dell’ umanità, ovvero la comprensione completa del reale e della nostra mente. Per raggiungere questo obiettivo, il cui progressivo avvicinamento porterà ad un radicale prolungamento delle nostre aspettative di vita, ci sono teoricamente infinite strade possibili. Nessuna a priori migliore delle altre. Noi ne abbiamo elaborata una che ci sembra interessante e la proponiamo alla attenzione del mondo.
Questa strada, rispetto a molte altre, è una strada fortemente etica. Cioè non tiene conto esclusivamente degli aspetti scientifici e tecnologici ma considera anche gli aspetti filosofici e, in particolare, gli aspetti che regolano la convivenza tra le persone. È quindi una strada difficile, forse troppo difficile. Secondo la nostra opinione è però l’unica possibile. La speranza, o potremmo dire la scommessa, è che il premio in palio è talmente interessante da giustificare l’indubbia fatica che serve per raggiungerlo. In ogni caso, fatica per fatica, meglio indirizzarla verso qualcosa di sensato…
Laureato al DES dell'Università Bocconi di Milano, esperto in
Intelligenza Artificiale e scienze quantitative, è co-fondatore
dei laboratori di ricerca iLabs e CEO di Diagramma.
Nel 2007 ha pubblicato insieme ad Antonella Canonico
“Semi-Immortalità”, libro manifesto del transumanesimo europeo.
Laureata in Filosofia all'Università San Raffaele con una tesi sull'ontologia del funzionalismo e le sue conseguenze etico-sociali. Le sue ricerche vertono sui rapporti mente-corpo, gli approcci filosofici e scientifici allo studio della coscienza, il rapporto tra Singolarità e cambiamento sociale; è responsabile dei progetti iLabs riguardanti società, etica e politica, e delle partnership strategiche con altre istituzioni.
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, ha conseguito il dottorato in Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Padova. Professore associato di Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Trento, è membro della Società Italiana di Filosofia Giuridica e Politica, membro del direttivo del Centro Ricerche sulla Metodologia Giuridica e membro dell’International Society for Study of Argumentation.